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Rappresentazione visiva dell'articolo: Teoria del ciclo vitale

Il risparmiatore medio tende a programmare erroneamente i propri investimenti in un’ottica di breve periodo che di solito non supera un obiettivo di cinque anni. Una consulenza finanziaria, e ancor più patrimoniale, non si ferma invece al presente. Il suo scopo è quello di pianificare un futuro visto a 360 gradi, tutelando anche soprattutto dagli avvenimenti futuri.


Molto significativa a tal proposito è la teoria del ciclo vitale del risparmio ad opera del nostro unico premio Nobel, Franco Modigliani. Il principio della sua teoria si fonda sulla motivazione che induce a risparmiare in vista di una rendita futura, quando abbandoneremo l’età lavorativa.


In principio ogni persona trae le proprie entrate dalla famiglia, generando così indubbiamente un debito. Per questo motivo è consigliabile per i genitori accantonare, sin dalla nascita dei figli, risorse destinate a soddisfare i futuri progetti, quali università, master all’estero e inizio di attività.


Se è vero che i più giovani detengono meno ricchezza, è altrettanto vero che hanno dalla loro parte “il capitale umano”, una notevole risorsa che rappresenta la capacità di produrre quella ricchezza attraverso il lavoro.
Ma, così come l’agricoltore non consumerà tutto il grano raccolto ma manterrà parte dei sementi per l’anno successivo, anche i giovani lavoratori dovranno in questa fase di vita accantonare riserve per il futuro. Ciò non significa assolutamente lasciare i propri risparmi sul conto corrente, in quanto, anziché costruire, distruggeremo il loro valore. Si consideri infatti che 100.000€ fermi sul conto corrente, a causa dell’odierna inflazione, equivalgono a una perdita netta di 7.000€ annui.

Se già perdere l’1% dei propri investimenti rappresenta una preoccupazione, una simile perdita dovrebbe generare vero e proprio panico.


La seconda fase della teoria prevede il “consumo”. Al raggiungimento del pensionamento, che determina inevitabilmente una fase calante del reddito, il ricorso alle attività finanziarie accumulate negli anni permetterà il mantenimento del proprio tenore di vita.


Ovviamente la teoria del ciclo vitale non è infallibile, considerando anche che fu formulata negli anni Cinquanta. Rappresenta però un valido contributo al pensiero economico volto al risparmio.

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