Finanza a colori

Avere a propria disposizione degli ottimi strumenti finanziari non basta per fare di noi degli ottimi investitori: occorre prima studiare e capire come utilizzarli, combinandoli fra di loro proprio come faremmo con dei colori su una tavolozza.

I colori di base sono detti “primari” perché non sono riproducibili mescolando gli altri colori; al contrario, però, essi possono essere usati come base di partenza proprio per generare gli altri colori, combinandosi tra loro.

Mescolando il giallo con il rosso avremo l’arancione, unendo il rosso con il blu il viola e così via. Combinando tutti e tre i colori primari possiamo addirittura ottenere un intenso nero, perché il nero racchiude in sé tutti i colori.

Chiunque di noi può dilettarsi a sperimentare queste combinazioni avendo a disposizione una tavolozza e una tela. Potremmo giocare ad ottenere i colori più svariati e sentirci in qualche modo pittori o pittrici.

Certamente, però, questo non basterà a fare di noi i Picasso della situazione: è necessario studiare e acquisire ulteriori strumenti e tecniche più specifici prima di poterci definire veri artisti.

La “tavolozza” finanziaria

Nel campo della finanza funziona nello stesso modo. Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione un’infinità di prodotti, molti dei quali piuttosto complessi che, utilizzati singolarmente o senza un preciso scopo, risulterebbero inefficienti e fine a se stessi. Scegliendoli a caso o mescolandoli tra loro senza seguire un preciso criterio, sperimentando come faremmo con i colori della tavolozza, rischieremmo di arrecare seri danni alla nostra situazione finanziaria.

È indispensabile, quindi, capire quali strumenti selezionare per creare il giusto asset, cioè un portafoglio efficiente che sappia resistere anche ai momenti più critici del mercato. Il giusto asset dovrebbe prevedere delle percentuali variabili in base agli obiettivi che ci siamo prefissati, alla tolleranza al rischio etc..

In base a queste percentuali possiamo vagliare e selezionare obbligazioni, azioni, prodotti non correlati con il mercato, materie prime, real estate e così via. Il risultato della nostra selezione ponderata sarà così una gestione attiva il cui valore emergerà non nei periodi più rosei, quando tutto è facile e fila e liscio, ma nei periodi più complicati e ricchi di andamenti negativi del mercato, in cui risulta più difficile districarsi tra gli affari e preservare il nostro portafoglio.

Il risultato delle nostre combinazioni potrebbe anche non avere lo stesso valore artistico di un “Monet”, ma, sicuramente, risulterà un’ottima opera di gestione delle finanze, perfettamente efficace e correttamente finalizzata al raggiungimento del nostro benessere finanziario.

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