L’evoluzione finanziaria degli ultimi vent’anni

2001... esattamente l’11 Settembre.

Erano le 8:45 a New York quando il primo aereo si schiantò su una delle torri gemelle del World Trade Center. Venti minuti dopo un secondo aereo colpì la seconda. 2977 furono le vittime dell’attacco.


Le borse europee registrarono un fortissimo calo: MIB30 -7,90% e DAX -9,29%. Wall Street rimase persino chiusa per un’intera settimana. Alla sua riapertura il calo riscontrato fu del -7%.
 L’indice MSCI World, che nell’aprile del 2000 segnava 1386,5, nel settembre 2001 registrava un calo di ben 448,67 punti. L’indice era sceso infatti a 937,83.


I quotidiani in quel periodo costavano 0,77€.

2008... esattamente il 15 Settembre.

La banca d’affari Lehman Brothers dichiarò bancarotta, dopo una crisi iniziata nella seconda metà dell’anno e che vedeva lo sgonfiarsi della bolla immobiliare statunitense. Molti possessori di mutui, con il rialzo dei tassi, non furono in grado di onorare le rate, dando così vita alla crisi dei “mutui sub-prime “. Molte banche fallirono o furono salvate con gli aiuti di Stato. L’indice MSCI World a settembre 2008 era sceso a 969,48 punti.

Il Corriere della Sera costava 1€.

2012... esattamente il 26 Luglio.

Mario Draghi fece cessare le speculazioni finanziarie a carico del debito pubblico italiano, pronunciando la storica frase “whatever it takes” (tutto ciò che è necessario).


Iniziò tutto con la scoperta del dissesto dei conti pubblici della Grecia. Ben presto la cosa si estese ai Paesi più fragili dell’area mediterranea, conosciuti con la sigla PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).


L’Italia era sul punto di dichiarare il default. Silvio Berlusconi, che a quel tempo era a capo del Governo, dette le dimissioni per far posto a un Esecutivo istituzionale di garanzia presieduto da Mario Monti.


Il MSCI World, a luglio 2012, era a 1239,92 e il costo del quotidiano era salito a 1,20€.

2016... esattamente il 23 Giugno.

I risultati del referendum sulla “Brexit” (British ed exit) sanciscono la vittoria di Leave col 52%. Il Regno Unito esce dall’Ue con conseguente reazione avversa delle borse che auspicavano invece la netta vittoria di “Remain”.


L’indice MSCI World era a 1689,29 e i quotidiani costavano 1,50€.

2022... esattamente il 24 Febbraio.

La Russia invade l’Ucraina. Ad oggi, sia per effetto del conflitto che per il forte aumento dell’inflazione post pandemia, che ha duramente colpito l’economia mondiale, gli indici hanno ripiegato.

L’indice MSCI World ha chiuso le contrattazioni al 28 Aprile a 2958,31. Il costo del quotidiano è oggi a 2,00€.

Sono trascorsi vent’anni dal fatidico 11 Settembre 2001. Siamo andati incontro a numerose crisi finanziarie, sempre peggiori, ma siamo riusciti a superarle tutte. Il mondo è cresciuto.



 L’indice MSCI World è salito da 937,83 punti a ben 2958,31 punti. Un guadagno a tre cifre che ha significato una fortuna per chi ha avuto pazienza e coraggio di investire bene il proprio denaro. Chi invece ha pensato di immobilizzarlo sul conto corrente ha visto dimezzarsi il proprio potere d’acquisto. 


Del resto oggi un quotidiano costa 2,00€ in confronto ai 0,77€ del 2001. Così come una tazza di caffè al bar da 0,46€ oggi è arrivata a 1,50€.


Per una prima consulenza, scrivimi!

ti contatterò molto presto per concordare data e luogo dell'appuntamento